Chi Comanda nelle Joint Venture in Cina?

timthumb.phpMalgrado la normativa sulle joint venture sino-straniere risalga a oltre trent’anni fa, gli imprenditori stranieri ancora incorrono in malintesi sui presupposti necessari per avere il controllo gestionale di una società in joint venture in Cina.

Il principale malinteso è che sia sufficiente la titolarità della maggioranza delle quote per poter controllare la joint venture.

Purtroppo non è così. Le ragioni sono sia collegate alla specifica normativa applicabile alle joint venture sino-straniere sia, più in generale, ad alcune peculiarità delle società in Cina. In sintesi, le principali ragioni sono le seguenti:

  • le joint venture non hanno (di solito) tra gli organi sociali l’assemblea dei soci. Manca pertanto l’organo sociale che, in altri ordinamenti giuridici, è tradizionalmente preposto alla rappresentanza degli interessi dei soci in proporzione alle rispettive quote del capitale sociale;
  • il consiglio di amministrazione (la cui composizione invero rispecchia la distribuzione del capitale sociale tra i soci) presenta il problema che le sue delibere non sono direttamente esecutive necessitando solitamente dell’intervento del legale rappresentante o del general manager per essere attuate;
  • eventuali limitazioni che il consiglio di amministrazione imponga ai poteri del legale rappresentante, del general manager o altro personale dirigenziale della joint venture hanno soltanto efficacia interna e non sono opponibili a terzi (incluse le autorità amministrative);
  • il legale rappresentante della joint venture (e, più generale, di una società cinese), potrebbe essere espressione del socio di minoranza. Il legale rappresentante ha il potere di rappresentare la joint venture e assumere obbligazioni per conto della stessa anche nell’ipotesi in cui questo avvenga in mancanza di un espresso conferimento di poteri da parte dei soci o del consiglio di amministrazione;
  • il possesso fisico dei timbri sociali (timbro societario, dei contratti, finanziario, ecc.) conferisce il controllo di fatto della joint venture (questo si applica, più in generale, a qualsiasi società cinese).  I contratti e gli atti, infatti, in cui sono apposti i timbri della società si presumono espressione della stessa. Pertanto il legale rappresentante, il general manager oppure il direttore finanziario della joint venture che sono in possesso dei timbri sociali hanno, per tutto il tempo in cui rimangono in possesso degli stessi, poteri di rappresentanza e controllo.

La sola titolarità della maggioranza del capitale sociale (per esempio del 51%) non garantisce quindi il controllo della joint venture. Per ottenerlo concorrono anche altri fattori come:

  • la nomina di:
    • maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione;
    • legale rappresentante;
    • general manager; e
    • CFO, nonché
    •  il possesso fisico dei timbri sociali.

Tutti questi aspetti, assieme ad altre questioni di corporate governance, andranno disciplinati in modo dettagliato nel contratto e nello statuto della joint venture e successivamente accompagnati da misure pratiche per la loro attuazione.


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