Contratto di Lavoro in Cina? Si, No, Forse…

In Cina, per uno straniero, un contratto di lavoro non e’ necessariamente … un contratto di lavoro!

Consideriamo, ad esempio, questo caso – emblematico – deciso da una corte di Shanghai.

Un cittadino europeo ottiene regolare permesso di lavoro in Cina. Inizia, quindi, a lavorare come cuoco presso un ristorante di Shanghai. Dopo un breve periodo di tempo, lascia questo impiego per lavorare, sempre come cuoco, presso un altro ristorante di Shanghai.

La documentazione di lavoro, tuttavia, non viene aggiornata con il nome del nuovo datore di lavoro. Alla scadenza del permesso di soggiorno, il lavoratore rientra in Europa pronto per tornare in Cina non appena ottenga il nuovo visto. Il datore di lavoro, pero’, non acconsente a fare le pratiche per il nuovo permesso di lavoro e di soggiorno.

Una corte di Shanghai, adita dal lavoratore per il pagamento degli stipendi arretrati, le ferie ed il risarcimento del danno per la risoluzione illegittima del rapporto di lavoro, rigetta, quasi integralmente, queste richieste. La corte riconosce il diritto del lavoratore a percepire, a titolo di compenso, soltanto il 10% circa di quanto richiesto.

Il motivo della decisione e’ che un cittadino straniero non in possesso del permesso di lavoro, non puo’ invocare le norme di legge a tutela dei lavoratori (ad esempio: ferie retribuite, giusta causa per il licenziamento, trattamento di fine rapporto). In questo caso, di conseguenza, la corte cinese considera il contratto di lavoro come un semplice contratto per la prestazione di servizi.

Insomma, per gli stranieri in Cina un requisito fondamentale perche’ il contratto di lavoro sia veramente tale e’ il possesso sia della licenza di lavoro (employment license, 外国人就业许可证) sia del permesso di lavoro (employment permit, 外国人就业证). E’ importante notare che questi documenti, per essere validi, devono essere aggiornati con il nome dell’ultimo datore di lavoro.

In mancanza di licenza e permesso di lavoro, le corti cinesi considerano il contratto di lavoro come un semplice contratto di prestazione di servizi. La conseguenza e’ che il “lavoratore” straniero ha diritto soltanto al pagamento dei compensi pattuiti ma non ancora corrisposti.


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