E-commerce in Cina

u=4276811897,3571104215&fm=21&gp=0In Cina, un imprenditore straniero per vendere prodotti on-line deve costituire una società commerciale il cui oggetto sociale comprenda “vendita al dettaglio” oppure espressamente “vendita on-line”.

Da un punto di vista dei requisiti e approvazioni necessarie, inoltre, c’è una differenza importante tra la vendita on-line di prodotti propri (dove per “propri” si intende di proprietà) e la costituzione di una piattaforma on-line dove terzi possano aprire i loro negozi virtuali per la vendita dei loro prodotti (è il caso, ad esempio, delle piattaforme on-line Tmall360buy.com e Amazon.cn).

Vendita on-line di prodotti propri

Per la vendita on-line di prodotti propri, può essere costituita (o utilizzata una preesistente) società commerciale il cui oggetto sociale comprenda “vendita al dettaglio”. La definizione legislativa di vendita al dettaglio, infatti, include “vendita on-line”. Esempi molto noti sono i siti monomarca: www.zara.cn o www.uniqlo.cn Un esempio, invece, di una società straniera che vende on-line prodotti di abbigliamento di varie marche è Mixr.

Va detto che se l’oggetto sociale comprende “vendita al dettaglio”, la società deve anche avere un negozio “fisico” da utilizzarsi come punto vendita o showroom (per esempio per prodotti di abbigliamento).

Se, invece, non si intende aprire un negozio (e quindi si preferiscono evitare i costi connessi all’affitto di un locale, al personale ecc.), l’oggetto sociale dovrà comprendere espressamente “vendita on-line”. In questo caso, il progetto di costituzione della società dovrà essere approvato da un’autorità di livello più alto: il dipartimento del Ministero del Commercio a livello di provincia oppure, per città come Shanghai, a livello di municipalità.

Il sito internet per la promozione e vendita dei prodotti dovrà poi essere registrato con il dipartimento locale del Ministero dell’Industria e dell’Informatica (si tratta della cd registrazione ICP, “Internet Content Provider”).

Costituzione di una piattaforma per la vendita on-line di prodotti di terzi

Più complessa è invece la creazione di una piattaforma per la vendita on-line di prodotti di terzi. Il legislatore cinese definisce questo tipo di servizi come “value-added telecoms services” (VATS).

Una società che fornisca VATS è soggetta a due ordini di restrizioni:

  • gli investitori stranieri non possono detenere più del 50% delle quote della società. Questa sarà necessariamente una joint venture sino-straniera;
  • il Ministero dell’Industria e dell’Informatica, di fatto, è restio ad approvare questo tipo di progetti concedendo la licenza VATS. Un raro esempio di joint venture sino-straniera che ha ottenuto questa licenza è Amazon.cn.

Per vendere prodotti di terzi, viste le difficoltà ad ottenere le necessarie approvazioni (in particolare la licenza VATS), alcuni investitori stranieri utilizzano società al 100% cinesi con cui hanno instaurato rapporti contrattuali di vario genere. Si tratta delle cd strutture VIE (Variable Interest Entities) in cui il controllo della società domestica titolare delle licenze per la vendita on-line è ottenuto non attraverso la detenzione di quote ma con vincoli di tipo contrattuale. Trattandosi però di strutture d’investimento che, di fatto, aggirano divieti legislativi, c’è sempre il rischio di contestazioni da parte delle autorità. Nei casi più gravi, le autorità potrebbero richiedere la risoluzione di tutti gli accordi contrattuali tra l’investitore straniero e la società domestica ponendo così fine alla struttura posta in essere.

Aspetti di marketing

Probabilmente, dal punto di vista del marketing, l’approccio migliore per la vendita on-line è quello di utilizzare, allo stesso tempo, molteplici modalità di promozione e vendita, alcune on-line, altre off-line. Queste potrebbero essere:

  • il sito web della propria società;
  • uno o più punti vendita (negozi) o showroom (in questo caso, per poter aprire i negozi, sarà necessaria una società commerciale autorizzata alla vendita al dettaglio);
  • un negozio “virtuale” su, ad esempio, Tmall.com o 360buy.com
  • blogs su social network locali, come Weibo, per diffondere la conoscenza dei prodotti offerti in vendita.

Conclusioni

Per una società italiana che intenda vendere on-line i “propri” prodotti in Cina (per esempio prodotti alimentari o abbigliamento), l’opzione potrebbe essere quella di costituire una società commerciale avente un oggetto sociale comprendente “vendita al dettaglio” oppure “vendita on-line”. Questa società potrebbe essere registrata in una zona franca doganale sia per posticipare il pagamento dei dazi doganali al momento in cui la merce lascia la zona franca doganale, sia per motivi logistici (di magazzino, confezionamento, etichettatura, ecc.).  La società potrebbe inoltre aprire (fuori dalla zona franca doganale) uno o più negozi da utilizzarsi come punti vendita o showroom.

 


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