Incentivi agli Investimenti in Cina: 10 Punti cui Fare Attenzione

In Cina i governi locali (anche a livello di distretto o di parco industriale) spesso offrono incentivi fiscali e di altro genere per attirare investitori stranieri (e non solo).

Il godimento di questi incentivi è soggetto a limitazioni e, alle volte, può comportare dei “costi occulti” per l’investitore. Di solito ne’ le limitazioni ne’ i costi sono adeguatamente evidenziati dalle autorità locali.

I seguenti dieci punti dovrebbero essere presi in considerazione nel valutare gli incentivi offerti dalle autorità locali.

  1. Gli incentivi devono essere “legittimi”, ossia conformi alla normativa nazionale. In caso di contrasti con la normativa nazionale, sarà quest’ultima a prevalere. Ad esempio, l’applicabilità degli incentivi è inevitabilmente soggetta, come limite temporale, alla durata del piano quinquennale in vigore (attualmente: 2011 – 2015).
  2. Gli inventivi fiscali sono “rimborsi” non “esenzioni”. Questo significa che le tasse vanno pagate comunque. Solo successivamente saranno parzialmente rimborsate.
  3. L’ammontare di questi rimborsi è limitato alla porzione del relativo gettito fiscale (ad esempio dell’imposta sul reddito delle società) assegnata al governo locale che offre gli incentivi. (In Cina, il gettito fiscale è ripartito tra il governo centrale e, a scendere, tra i vari governi locali: provincia / municipalità, città, distretto, etc.).
  4. I rimborsi delle tasse pagate sono effettuati, di regola, solo una volta all’anno in aprile –maggio. Ritardi nei rimborsi o mancanza di fondi da parte delle autorità sono possibili, soprattutto in città o distretti periferici.
  5. La scelta del luogo dove investire dettata prevalentemente da incentivi fiscali potrebbe comportare dei costi aggiuntivi di cui l’investitore potrebbe accorgersi soltanto in un secondo momento. Per esempio, sono costi aggiuntivi i tempi e i costi necessari per recarsi in uffici di distretti periferici, in cui la società è registrata, per svolgere pratiche amministrative o fiscali.
  6. I governi locali offrono anche agevolazioni per l’affitto di uffici. Si tratta di (piccoli) uffici da usare come sede legale della società senza dover pagare alcun canone di affitto. Questi contratti di affitto, tuttavia, sono offerti per periodi piuttosto brevi (1-2 anni) e al solo scopo di permettere la registrazione della società nell’ambito della giurisdizione dell’autorità locale. Alla scadenza del primo contratto di affitto, le autorità locali potrebbero chiedere il pagamento di un canone o l’aumento di quello inizialmente pattuito.
  7. L’utilizzo di uffici fittizi al fine di registrare la società potrebbe comportare problemi con il locale ufficio delle tasse.  Gli uffici delle tasse, infatti, insistono perché la sede sociale sia effettiva.
  8. La decisione di un investitore di registrare la società in un distretto piuttosto periferico al fine di beneficiare di certi incentivi potrebbe comportare la necessità di registrare una filiale (分公司 – senza personalità giuridica) della società in una zona più centrale. Questo ovviamente comporta ulteriori costi amministrativi e di gestione (contabilità, emissione fatture, etc.).
  9. Il successivo trasferimento della sede sociale fuori del distretto di registrazione originario comporta tempi piuttosto lunghi e, soprattutto, l’obbligo di restituire al governo locale gli incentivi fiscali goduti.
  10. Meglio mettere per iscritto gli accordi con i governi locali riguardanti gli incentivi all’investimento per cercare di evitare che questi siano, in futuro, disattesi, a causa di avvicendamenti dei funzionari competenti.

E’ consigliabile, in ogni caso, che ci sia anche un consulente esperto ad esaminare le politiche locali riguardanti gli incentivi agli investimenti; questo al fine di individuare potenziali rischi o conseguenze pregiudizievoli per l’investitore.

Sullo stesso argomento, vedi anche Incentivi e Agevolazioni agli Investimenti in Cina: Come Prevenire “Sorprese”.


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