Incentivi e Agevolazioni agli Investimenti in Cina: Come Prevenire “Sorprese”

In Cina, è ricorrente che governi locali, parchi industriali, o zone franche doganali offrano incentivi fiscali o agevolazioni a chi decida di investire nel territorio di propria competenza. Tra le agevolazioni più ricorrenti ci sono quelle fiscali (“rimborsi fino al 100%”) e quelle riguardanti l’affitto di un ufficio per la registrazione della società (“affitto gratuito”).

E’ consigliabile esaminare con attenzione le “agevolazioni” offerte dalle autorità locali sia perché queste agevolazioni potrebbero riservare delle sorprese, sia perché l’investimento in alcune zone potrebbe comportare dei costi occulti.

1) Incentivi fiscali.

Dopo la riforma fiscale in vigore dal 1 gennaio 2008 le società a capitale straniero sono soggette allo stessa imposta sul reddito cui sono soggette le società domestiche (aliquota del 25%) nonché alla stessa IVA e business tax.

Rimangono incentivi fiscali nella forma di esenzioni o aliquote ridotte soltanto per quelle società straniere con un portafoglio importante di proprietà intellettuale (brevetti e marchi) registrato in Cina.

Gli “incentivi fiscali” offerti dalle autorità locali non hanno un fondamento in leggi o regolamenti nazionali. Si tratta di politiche fiscali adottate da governi locali per attirare investimenti stranieri. Questi incentivi sono dei sussidi nella forma di rimborsi di imposta. Essi riguardano soltanto quella porzione del gettito d’imposta destinata ai governi locali e di cui questi possono disporre. Il gettito delle imposte, infatti, è ripartito tra governo centrale, provincia (o municipalità), città, e distretti locali.

Questo ha le seguenti implicazioni:

  • Rimane l’obbligo (e relative sanzioni in caso di ritardi o omissioni) di pagare le tasse;
  • L’ammontare del sussidio / rimborso sarà soltanto una porzione (limitata) dell’imposta pagata;
  • Leggi o regolamenti nazionali (o anche locali) potrebbero intervenire successivamente per revocare queste agevolazioni concesse dai governi locali.

2) Affitti

Alcuni governi locali offrono uffici (di solito un vano) per la registrazione della sede della società. Il contratto di affitto non prevede alcun canone. In alcuni casi alla società è consentito utilizzare l’ufficio, in altri non è previsto che questo venga di fatto occupato.

Ci sono due aspetti che gli investitori dovrebbero tenere in considerazione:

  • il contratto di affitto è a tempo determinato. Non è garantito che anche successivi rinnovi siano a titolo gratuito;
  • questo tipo di soluzione potrebbe essere contestata dall’ufficio delle tasse locale. L’ufficio delle tasse richiede che la sede della società sia effettiva, non fittizia. Per questo motivo, gli uffici delle tasse di solito conducono un sopralluogo negli uffici della società prima di concedere la registrazione fiscale o l’autorizzazione ad emettere fatture IVA.

3) Costi occulti

Ci sono molteplici costi occulti (o meglio, non immediatamente evidenti) che un investimento in queste zone periferiche (non a caso “agevolate”) potrebbe comportare, per esempio:

  • costi di trasporto / alloggio trattandosi di distretti o aree industriali lontane dal centro cittadino;
  • necessità di costituire una filiale della società in una zona più centrale dove di fatto concentrare l’amministrazione della società e i rapporti con clienti e fornitori;
  • necessità di effettuare formalità amministrative o fiscali presso le autorità locali (tipo: ispezioni annuali, emissione fatture o altri adempimenti fiscali) con la conseguente necessità che dipendenti o consulenti si rechino presso questa zona remota per l’espletamento delle formalità);
  • costi superiori per affitto di magazzini o uffici, qualora si tratti di zone franche doganali.

4) Liquidazione della società

Se da un lato l’investimento è agevolato, dall’altro potrebbe risultare molto difficile trasferire la sede sociale in un nuovo distretto (per esempio, più centrale) in caso di ripensamenti da parte dell’investitore. Le autorità locali, infatti – e tra queste in particolare l’ufficio delle tasse – non incoraggeranno il trasferimento della sede sociale fuori del distretto o della zone industriale.

Il trasferimento di sede fuori dalla zona inizialmente scelta sarà anche quasi sicuramente condizionato alla restituzione dei rimborsi fiscali ricevuti.

E’ importante, quindi, nello scegliere la sede dell’investimento:

  • studiare con attenzione i regolamenti locali che offrono agevolazioni e sussidi per essere sicuri che non siano in contrasto con la normativa nazionale o comunque di livello superiore (per essere sicuri, tra le altre cose, che non venga offerto più di quanto possa essere effettivamente dato);
  • fare un calcolo dei costi occulti immaginando le necessità operative che potrebbe avere la società una volta costituita in quel luogo;
  • negoziare un accordo per iscritto con le autorità locali dove risultino gli impegni assunti dalle autorità locali a favore dell’investitore straniero (esempio: ammontare e tempistica dei rimborsi fiscali). E’ discutibile la validità giuridica di questo tipo di accordi ed è anche estremamente improbabile che possano essere azionati contro i governi locali. Tuttavia, sono utili per documentare le intese tra le parti e cercare di evitare che vengano revocati o disconosciuti anche nel caso, per esempio, in cui ci fosse un avvicendamento di funzionari governativi responsabili.

 


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