Investire in Cina via Hong Kong: Attenzione alle Normativa Anti-Elusione

timthumb.phpUna delle ragioni, se non la principale, per cui un investitore straniero costituisce una società a Hong Kong (o Singapore) per investire in Cina è fiscale.

La Cina continentale ha con Hong Kong (Singapore e altre giurisdizioni) accordi in materia fiscale che prevedono, tra le altre cose, trattamenti fiscali più favorevoli per i dividenti distribuiti o le royalties pagate da una società nella Cina continentale a favore del proprio investitore a Hong Kong. Al riguardo, la Cina continentale ed Hong Kong hanno sottoscritto l’ Arrangement between the Mainland of China and the Hong Kong Special Administrative Region for the Avoidance of Double Taxation and the Prevention of Fiscal Evasion with respect to Taxes on Income.

Per esempio, di regola i dividendi distribuiti da una società cinese all’investitore estero sono soggetti a una ritenuta alla fonte (withholding tax) con un’aliquota del 10%. Se l’investitore, beneficiario dei dividendi, è una società di Hong Kong si applica, in virtù dell’accordo Cina-Hong Kong, un’aliquota ridotta del 5%.

Le autorità fiscali cinesi, tuttavia, hanno incominciato a esaminare in modo dettagliato tutte le situazioni in cui la società che intende pagare dividendi o royalties a una società di Hong Kong (per continuare con l’esempio iniziale) intenda avvalersi del trattamento fiscale più favorevole previsto dall’accordo Cina-Hong Kong (o altra convezione applicabile).

Ovviamente la preoccupazione delle autorità fiscali cinesi è quella di prevenire l’elusione fiscale, ossia che l’utilizzo di una società di Hong Kong per investire in Cina sia solo finalizzato ad ottenere una riduzione degli oneri fiscali. Si pensi, ad esempio, che, con riferimento ai dividendi, una riduzione dal 10% al 5% dell’aliquota della ritenuta d’acconto comporta una riduzione del 50% dell’onere fiscale.

Le autorità cinesi vogliono assicurarsi che la società di Hong Kong, beneficiaria dei dividendi e delle royalties, sia il beneficiario ultimo di questi pagamenti e non soltanto uno strumento per farli transitare altrove. Pertanto, le autorità fiscali cinesi potranno richiedere, prima di autorizzare l’applicazione dell’aliquota ridotta, prova che la società di Hong Kong conduca effettivamente attività di business. La documentazione richiesta potrebbe comprendere:

  • bilancio;
  • contratto di affitto dell’ufficio;
  • contratti di lavoro con i dipendenti;
  • prova della titolarità e gestione di diritti di proprietà intellettuale concessi in licenza alla società in Cina.

L’investitore, quindi, quando investe in Cina attraverso Hong Kong deve essere in grado di dimostrare che tale struttura di investimento risponde ad effettive finalità economiche ed operative. Diversamente il rischio è che le autorità fiscali cinesi neghino, sulla base della normativa anti-elusione, i trattamenti fiscali più favorevoli previsti dagli accordi o convenzioni applicabili.

Di questo è opportuno tener conto, fin dall’inizio, nel delineare la struttura dell’investimento in Cina.

Sul tema si veda anche il post Investire in Cina via Hong Kong.

 


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