Vino Amaro

La Corte Intermedia del Popolo di Wenzhou Condanna una Società Vinicola Francese a Risarcire 33 Milioni di RMB

Ad aprile di quest’anno la Corte Intermedia del Popolo di Wenzhou (la terza città della provincia dello Zhejiang) ha condannato un gruppo francese produttore e commerciante di vini (Castel Freres SAS) e il suo distributore cinese al pagamento di circa 33 milioni di RMB (circa quattro milioni di Euro) per violazione di un marchio registrato in Cina.

Nel caso in esame tale Li Daozhi, cittadino spagnolo di origine cinese, ha presentato nel 1998 la domanda di registrazione del marchio “Castel” in cinese (卡斯特, kasite) nella classe 33 (bevande alcoliche). La registrazione di questo marchio è stata ottenuta nel 2000.

Castel Freres SAS si è invece attivata per la tutela del proprio marchio soltanto alcuni anni dopo (2002). Dapprima ha presentato domanda di registrazione del marchio “Castel” nella classe 33 (registrazione concessa nel 2007). Successivamente ha cercato in vario modo di registrare il marchio “Castel” in cinese chiedendo, allo stesso tempo, la cancellazione della registrazione del medesimo marchio da parte di Li Daozhi. I motivi dell’istanza di cancellazione sono stati, nell’ordine: non uso protrattosi per 3 anni e registrazione del marchio in mala fede.

Tutti questi tentativi, tuttavia, non hanno avuto esito (la Castel aveva anche chiesto, in sede di giudizio amministrativo, l’annullamento delle decisioni dell’ufficio marchi cinese).

Nell’ottobre 2009, Li Daozhi ha convenuto in giudizio la Castel Freres SAS e il suo distributore cinese avanti la Corte Intermedia del Popolo di Wenzhou (città natale di Li Daozhi), ritenuta competente come uno dei luoghi di commissione dell’illecito. Dopo un giudizio durato quasi tre anni , la corte di Wenzhou ha ordinato alla Castel Freres SAS ed al suo distributore di non usare il marchio卡斯特 (kasite) e condannato la Castel Freres SAS a pagare circa 33 milioni di RMB (circa quattro milioni di Euro) a Li Daozhi per profitti derivanti dalla vendita in Cina di prodotti con il marchio in questione.

Si tratta di una cifra eccezionale, considerati i magri risarcimenti del danno che di solito vengono accordati dalle corti cinesi nei casi di violazione della proprietà intellettuale. Vista l’usuale difficoltà di provare il danno sofferto, è anche probabile che la Corte abbia disposto l’esibizione della documentazione contabile delle società convenute.

Il caso è adesso pendente, in grado di appello, avanti la Corte Suprema della Provincia dello Zhejiang.

La sentenza è comunque un monito per gli investitori stranieri: negligenze nella registrazione e tutela del proprio marchio in Cina possono non solo condurre all’ ”espropriazione” dello stesso ma anche a responsabilità per danni in caso di uso del marchio medesimo, nel frattempo registrato da un terzo in Cina. Questo caso sottolinea ancora una volta l’importanza per gli investitori stranieri di:

  • registrare il proprio marchio in Cina (anche in caratteri cinesi) ben prima che sia iniziata la vendita dei propri prodotti; e
  • agire tempestivamente al fine di ottenere la cancellazione di registrazioni di marchi uguali o simili ottenute da terze parti.

Sulla tutela del marchio in Cina, vedi anche:

 


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